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Fusilli ai pioppini, speck , pomodorini e timo

 
 
 
 
 
Un piatto veloce, ma semplice e profumatissimo…….che quasi si è fatto da sè in una fredda mattina invernale.
A volte mi vergogno un pò, nei primi soprattutto mi sembra di proporre delle banalità, ma che ci devo fare se da me si prediligono condimenti semplici e sprint?
Amo i ragù, lo ammetto, anche i sughi elaborati e cremosi…ma molte volte sento davvero l’esigenza di qualcosa di più leggero, senza però nulla togliere al sapore e alla presentazione.
Così è nato questo piatto…..
 
I funghi li adoro e se posso, appena trovo qualche occasione al mercato o al super, non me li faccio mancare di certo. Tanto un impiego in qualche ricetta glielo trovo sempre…
Lo speck lo avevo acquistato a Golositalia….non ero riuscita a resistere, tutto quel ben di Dio di prodotti di squisiti…..
…in effetti aveva davvero quel qualcosa in più! Devo dire che forse è stato proprio questo sapore intenso a rendere questa pasta così particolare.
Devo davvero decidermi prima o poi a visitare il Trentino…mio marito però non è un amante della montagna, quindi va sempre a finire che facciamo altro. 
Anch’io non sono una grande camminatrice in verità e sinceramente prediligo il mare, ma le bellezze della natura e i prodotti enogastronomici che questa regione offre, sono davvero impagabili…quindi spero davvero di riuscire a farci una puntatina quanto prima!
 
Volevo poi anche farvi vedere la mia piantina di timo…è l’unica erba aromatica che solitamente resiste in casa mia d’inverno! 
La salvia, l’alloro ed il rosmarino sono sempre in giardino, in un angolo riparato e devo dire che ormai ce li ho da anni, sopportano tranquillamente i rigori invernali, soffrendo un pò, all’inizio, per poi sbocciare in primavera più belli che mai. 
La menta fra un mesetto inizierà a crescere da sola…ma il timo, beh, di quello non posso fare a meno, quindi me lo tengo vicino alla finestra della cucina, al calduccio e alla luce….sempre pronto per essere impiegato in piattini succulenti!
 
 
 
 
 
 
 
 
Ingredienti:
240 gr pasta formato fusilli
un paio di rametti di timo 
150 gr funghi pioppini freschissimi
una quindicina di pomodorini Datterino o mini San Marzano
olio extravergine d’oliva per me Dante 100% italiano
sale e pepe
un goccio di vino bianco secco
un pezzettino di cipolla bianca
una fetta di ottimo speck tagliata a fiammiferi, circa 80 gr
 
Preparazione:
Per prima cosa pulire bene i funghi, lavarli sotto l’acqua corrente e asciugarli con carta da cucina. Tuffarli in una pentola con dell’acqua bollente per 3-4 minuti, scolare bene e tenere da parte.
Mettere a bollire l’acqua per la cottura della pasta con del sale grosso.
In una capace padella antiaderente o in un wok, mettere un filo d’olio e rosolarci la cipolla tritata finissimamente…io ne ho usata pochissima, davvero un mini spicchietto. 
Deve rosolare ma rimanendo bianca, non soffriggere.
Aggiungere poi i funghi e lo speck e cuocere, mescolando per non far attaccare, qualche minuto a fiamma vivace. 
Irrorare col vino bianco e far evaporare l’alcool…aggiungere qualche cucchiaiata d’acqua, i pomodorini tagliati a metà e privati dei semini; salare, pepare a piacere e far saltare il tutto, cuocendo per circa una decina di minuti a fiamma vivace.
Per ultimo aggiungere il timo, fresco o secco e dare una bella mescolata.
Scolare i fusilli, versarli nella padella col condimento, aggiungere un filo d’olio a crudo, amalgamare il tutto e impiattare, spolverizzando a piacere con qualche altra fogliolina di timo.
Che ne dite…più semplice e veloce di così!
 
 
 
 
 
 
 
 
Questa pasta mi piace anche perchè, oltre ad essere saporitissima, è colorata ed allegra e mette buonumore solo a guardarla…e di questo noi ne abbiamo sempre un gran bisogno, di questi tempi, vero?!
 
Adesso vi lascio, oggi voglio prendere un pò di tempo per me..ho avuto delle giornate molto piene, fra l’altro mi sono dedicata alla sistemazione degli archivi di casa…credetemi una pizza…una fatica e una stanchezza…
Odio questi lavori…ma se nessuno li fa…prima o poi le scartoffie prenderanno il nostro posto…e qualcuno dovrà metterci mano, o no?! 
…..Beh, ovviamente qua…quel qualcuno sono io….
Vabbè, basta lamentarsi Simo!
(mi sgrido da sola!)
Alla prossima, un abbraccio
 

Risotto giallo della mia nonna con mini-spiedini profumati alla salvia

 
Pirofiline da forno Le Creuset

 

Nello scorso post la Simo decantava le bellezze della Toscana, dei suoi luoghi di mare, della sua campagna, delle città d’arte….non dimentichiamoci però che le sue origini sono lombarde, anzi lombardissime, direi!

Sono nata, cresciuta, fidanzata e sposata sempre nel mio amato paesello di provincia, esattamente come i miei genitori.
Da parte materna, la mia nonna vantava origini comasche e milanesi…il nonno era un milanese doc, nato e cresciuto a Milano…come poi sia finito qua e conosciuto la nonna, sinceramente non lo so, essendo morto quando la mia mamma era piccola e quindi non avendolo mai conosciuto.
I nonni paterni invece erano lui della provincia di Varese, lei della bassa mantovana…beh, che dire…comunque lombardi anch’essi!
E quindi eccomi qua…..

Sin da piccola la nonna Gina (nome completo Regina…la primogenita di 8 figli!) che mi accudiva quando la mamma e il papà andavano al lavoro, mi ha cresciuta facendomi adorare il risotto…era il suo piatto per eccellenza, lo realizzava in diversi modi, ma le sue versioni più gettonate erano quello ai fagioli, quello al vino rosso ( e se era in vena ci aggiungeva pure un pezzetto di luganega!) ma soprattutto LUI: il risotto giallo!

Come lo faceva lei…beh, nessuno, mai.
Forse perchè lo faceva LEI….come rimaneva mantecato…come risultava saporito….io non sono mai riuscita a ritrovare quel sapore.
Mi ricordo che spesso le dicevo…”nonna, come è buono questo risotto! Cosa ci hai messo dentro?!”
E lei mi diceva…”eh, gh’ho mis denter…el cuin del ratt!” (traduzione: ci ho messo dentro il codino del topo, come per voler dire che c’era qualcosa di segreto e di particolare dentro a quel risotto….lei parlava solo in “meneghin”, in milanese che io so e capisco alla perfezione sempre grazie a lei!)…che fosse la salvia l’ingrediente segreto?

Che bei ricordi…che mi porterò dentro per tutta la vita, grazie nonna.

La Gina, in verità, non era una grande amante della cucina, forse perchè viveva di rendita….nel senso che suo marito, il nonno che io non ho mai conosciuto, era cuoco e cucinava per una ricca famiglia milanese a domicilio. In seguito alla sua malattia, che poi pian piano lo portò alla morte in giovane età, dovette lasciare questo lavoro importante e soprattutto sicuro, e si imbarcamenò come potè, per riuscire a mandare avanti la famiglia in tempo di guerra…preparava banchetti nuziali, lavorava qualche ora in una pasticceria, veniva chiamato per pranzi o cene a domicilio se serviva…(questi i racconti di mia mamma e della nonna).
Fu lui ad insegnare alla nonna a far bene il risotto…il segreto, diceva sempre lei, stava nell’ usare del buon burro, del buon brodo, del buon riso e…farlo riposare alla fine.

Questa mia ricettina non vuole assolutamente riproporre il vero risotto alla milanese (che dovrebbe essere fatto col midollo di bue e in un certo modo)…vuole provare a riproporre i profumi di una cucina lombarda casalinga, profumi che comunque sono legati ad un dolce ricordo, quello della mia infanzia e della mia adorata nonna Gina.

 

 

Ingredienti:
( per noi 3)
230 gr riso Carnaroli
1 bustina di zafferano
1 litro di buon brodo di carne, per me fatto con questo dado classico di Fattoria Italia, senza glutammato, lattosio, lieviti, coloranti e conservanti…quasi come il brodo della mia nonna!
burro
mezzo bicchiere di vino bianco secco
qualche foglia di salvia
una bella manciata di parmigiano grattugiato
un pezzettino di cipolla bianca
Per i mini spiedini:
una confezione di mini-spiedini Amadori con carne e salsiccia di pollo e tacchino
un goccio di marsala
olio extravergine d’oliva per me Dante 100% italiano
qualche foglia di salvia
sale e pepe

Preparazione:
Preparare un buon brodo di carne, circa un litro anche un pò di più, tanto è sempre buono in cucina se avanza…
Preparare gli spiedini: in una padella antiaderente scaldare un filo d’olio evo e rosolare gli spiedini da ambo le parti  a fiamma vivace; sfumare col marsala, aggiungere qualche foglia di salvia, salare e pepare a piacere e cuocere circa una decina di minuti.
In una casseruola per risotto mettere una noce di burro e rosolarci la cipolla tritata finissimamente insieme a qualche foglia di salvia, facendola imbiondire ma non friggere. Aggiungere il riso e tostarlo per bene, poi sfumare col vino bianco e far evaporare a fiamma vivace.
Togliere le foglie di salvia e unire lo zafferano, stemperato in una piccola tazzina con qualche cucchiaiata di brodo bollente; mescolare e aggiungere pian piano il brodo, sempre mescolando, sino a completa cottura (ci vorranno circa 15-20 minuti).
Spegnere il fuoco, regolare di sale se serve, aggiungere al risotto il parmigiano, mescolare bene e aggiungere una noce di burro; mettere il coperchio e lasciare riposare per circa 5 minuti.
La mia nonna diceva che questa fase di riposo è importantissima per la buona riuscita e la morbidezza del risotto…
Impiattare nelle pirofiline (precedentemente scaldate nel forno caldo per qualche minuto), aggiungere sopra ogni porzione uno o due mini-spiedini, irrorando anche con un pò di sughetto di cottura e guarnendo con una bella foglia di salvia fresca e profumata.
Portare in tavola e gustare…un piatto unico e ricco di sapore, che vi piacerà assolutamente!

 

 

Questa invece è l’immagine di come si presentava il mio balcone ieri mattina……..
Come potete vedere i miei amici merli sono venuti a mangiare i semini che lascio sempre sul balcone per loro! E quando c’è tanta neve…si sa poverini quanta fatica fanno!
Spesso viene anche il pettirosso, ma queste impronte sono un pò grandine per essere le sue…

Come potete vedere qua ieri ha nevicato tantissimo…devo dire che questa volta mio marito mi ha un pò graziato, praticamente ha spalato quasi tutto lui…mi ha fatto un regalo meraviglioso!
Speriamo davvero che questo inverno ci saluti…al più presto…la neve è bella, però, che disagi.
Buon inizio settimana a tutti…oggi altra giornatina fredda e nevosa…
Alla prossima!

Quadrotti di quattro quarti al Vin Santo

 

A Natale ho ricevuto diversi bei regali anche inaspettati…uno fra tutti quello di mia figlia, che di sua spontanea
volontà,  ma soprattutto col suo portafogli (cosa che mi ha stupito e non poco, vi assicuro…è sempre al verde!),
mi ha comperato un libro che desideravo con tutto il mio cuore…: “I LoveToscana” della bravissima Juls Giulia Scarpaleggia, blogger di nota bravura e simpatia.
Il libro è stupendo, le sue pagine hanno un profumo di carta che mi ha inebriato al primo sguardo, con delle immagini davvero favolose…certo, la Toscana è bella in qualsiasi suo angolo fotografabile, ma devo dire che qui Juls ha trovato davvero degli scorci spettacolari…inoltre le ricette sono quelle che amo e che in parte conosco, essendo stata lì tantissime volte ed avendola  girata parecchio.
Beh, anche io posso sicuramente dire nel mio piccolo I love toscana, anche se non ci sono nata…ho instillato questo amore viscerale anche in mia figlia, la quale praticamente da quando  è venuta al mondo non è stata un anno senza
andarci in vacanza!
Comunque sia, tornando al libro di Juls, è già pieno di piccoli post-it ad ogni pagina, in merito alle varie ricette…-“questa la devo fare…si, …mmmm questa è spaziale….questa che buonaaaaaa”-,insomma è un commento unico il mio…‼
 
Tanto per iniziare, la prima ricetta sperimentata è stata questa quattro quarti al Vin Santo, vino che non manca mai nella mia dispensa (Ogni volta che ci rechiamo in Toscana infatti, non manchiamo mai di comperarne qualche bottiglia in qualche negozietto particolare specializzato in vini e cibo…oltre ai pici, olio, a qualche salume profumato e a qualche formaggio stagionato).
 
Una ricetta facilissima, alla quale questo vino liquoroso dà un profumo davvero delicato ed un gusto aromatico meraviglioso….per non parlare della sofficità e della dolcezza…vabbè, insomma…fate prima a farla, credetemi!
Ci metterete meno che a leggere questo post, ehehehehe….
 
 
 
 
 
 
 
A differenza della ricetta originale, io ho voluto farla a quadrotti, anche perchè ho utilizzato questa bella teglia  quadrata di Lagostina, linea Virtuosa, che mi ha permesso di poterlo fare, ma va benissimo anche una teglia da plumcake…così la farete a fette! 
 
Ingredienti:
3 uova
190 gr zucchero
190 gr burro (eh, si non è propriamente leggera, ma
credetemi ogni tanto vale la pena concedersi uno strappo di questo tipo!)
190 gr farina auto lievitante (per me Molino Rossetto)
1 tazzina di caffè di Vin Santo
1 arancia biologica
 
Preparazione:
Preriscaldare il forno a 180°. Montare il burro con lo zucchero per qualche minuto (io ho usato le fruste elettriche) finchè diventa piuttosto spumoso.
Aggiungere pian piano le uova leggermente sbattute, sempre continuando a montare, e la tazzina di Vin Santo. Grattare la buccia di mezza arancia ed incorporarla al composto, unendo poi pian piano la farina, sempre
montando.
Imburrare uno stampo (Juls come dicevo, realizza un plumcake, io ho preferito usare questo stampo quadrato di Lagostina) ed infarinarlo leggermente; versare l’impasto e infornare per circa 45 minuti (io ho utilizzato la modalità ventilata) fin quando diverrà ben dorato. …effettuare comunque la prova stuzzicadente per vedere se è cotta…va infilato al centro del dolce e se ne esce asciutto, è perfetta!
Fare raffreddare il dolce completamente prima di sformarlo e farlo poi a quadrotti, da spolverizzare con abbondante zucchero a velo: potete deciderne voi la misura…più piccini o grandicelli, a seconda se volete fare dei piccoli spuntini o delle merende golose…
 
 
 
 
 
Un dolce insomma questo, che mi ricorda l’estate e questa bella regione con le sue campagne e le sue immense distese di girasoli…con l’amata maremma… con le pinete e il mare…le sue città d’arte e i piccoli borghi, magari meno famosi ma tanto caratteristici…quante ne avrei ancora da dire, ma qua parte la lacrimuccia nostalgica e quindi mi fermo.
 
Anzi, no….partecipo al bel giveaway dei miei zonzoloni preferiti….
La meta dove vorrei recarmi?! Potrei dirvi mete esotiche, lontane…invece vi dico che vorrei girare completamente proprio tutta la Toscana, recarmi nei luoghi che non ho mai visto, girare la Maremma e la Garfagnana, fare un pò di sano shopping in Versilia e poi rilassarmi alla grandissima sulle spiagge dell’Argentario o della Costa Etrusca….
Siiii…sto sognando!!!!
 
 
 
 
 
Come vedrete, anche in questa ricetta ho voluto mettere un tocco di colore con le mie primulette, quasi ad esorcizzare il freddo e ad invocare il tanto desiderato sole primaverile…sono un po’ monotematica ultimamente, ma che ci devo fare se ad un certo punto l’inverno mi sta stretto?! Pensate che qui stamane si è rimesso a nevicare….sob!!!!!!!!!!!
 
Vabbè, scappo a fare un po’ di cosette…la giornata è pienissima anche oggi, vi abbraccio forte e vi auguro una serena giornata, sperando illuminata almeno da un sorriso! E buon fine settimana…….
Alla prossima
 

Polpettine di quinoa e broccoletti, profumate al limone

 
Pirofila  e ciotolina La porcellana bianca

 

Sapevate che questo è l’anno della Quinoa?
Io sinceramente no…e nemmeno la conoscevo, ne avevo sentito parlare ma non l’avevo mai provata.
Ho voluto però saperne e capirne un pò di più…quindi ho scoperto un mare di cose interessanti al riguardo!

Originaria del Sud America, viene coltivata soprattutto in Bolivia, Cile e Perù, dove costituisce il nutrimento principale delle popolazioni andine. Per questo l’ONU ha dichiarato il 2013 anno della quinoa, promuovendo ne conoscenza e consumo.
La Quinoa di Altromercato è prodotta in Bolivia da Anapqui (Asociaciòn Naciònal Productores de Quinoa), un’associazione che riunisce complessivamente quasi 5000 piccoli produttori, è un’organizzazione strutturata su base regionale e mira a creare nuovi canali di vendita per un prodotto dalla storia millenaria, che subisce oggi la concorrenza di altri cereali.
La quinoa è certificata da agricoltura biologica da EU kontrollstelle (organizzazione tedesca di certificazione riconosciuta in Europa) ed è importata in Europa da Gepa (centrale tedesca di commercio equo).

Appartiene alla famiglia delle chenopodiacee, come gli spinaci o la barbabietola, è una pianta resistente che non richiede particolari trattamenti e produce una spiga ricca di semi rotondi, simili a quelli del miglio. È un alimento particolarmente ricco di proprietà nutritive: contiene fibre e minerali, come fosforo, magnesio, ferro e zinco, ed è un’ottima fonte di proteine vegetali; inoltre i grassi contenuti nella quinoa sono inoltre prevalentemente insaturi. La quinoa non contiene glutine ed è alimento adatto sia agli adulti che ai bambini.

Trasformata in farina può essere impiegata per la preparazione di speciali pani, dolci e biscotti; se utilizzata  in grani può essere impiegata in alternativa a un normale cereale, al posto del riso, del couscous o del miglio. È ottima nelle zuppe, nelle insalate fredde o nelle crocchette. 

 

 

Ho quindi deciso, per la mia prima volta, di provare a farne delle polpettine….amo l’idea di unire cereali alle verdure( anche se in realtà la Quinoa non lo è…), e come sapete anche per far mangiare a mia figlia qualcosa di colore verde senza incappare in un sonoro rifiuto…
Beh, ci sono riuscita!
Queste polpettine sono risultate davvero molto buone e leggere, vista anche la cottura in forno, oltretutto la scorza di limone presente all’interno ha dato una nota fresca e molto piacevole all’insieme dei sapori!
Ho voluto un pò elaborare un’idea vista sul sito di Cucina Naturale…come sapete a me piace sempre stravolgere un pò le ricette a seconda dei nostri gusti e magari di quello che ho in casa al momento.
Quindi se volete, passo alla descrizione della ricetta, semplicissima e altrettanto gustosa e sana…davvero una piacevole scoperta, che sicuramente ripeterò!
 
Ingredienti:
per una teglia di polpettine, ci si mangia tranquillamente in quattro, abbondantemente!
1 broccolo grosso fatto a cimette
1 uovo
30 gr parmigiano grattugiato
la scorza di mezzo limone non trattato grattugiata
sale e pepe q.b
2 cucchiai colmi di pangrattato più altro per impanare le polpettine
 
Preparazione:
Pulire bene il broccolo, farlo a cimette e lessarlo per una decina di minuti in acqua bollente. Scolare per  eliminare tutta l’acqua di cottura e far raffreddare.
Sciacquare la quinoa sotto l’acqua corrente, poi lessarla per circa 10 minuti in 350 gr d’acqua leggermente salata, scolare e lasciar raffreddare.
In una ciotola capiente, sbattere l’uovo col parmigiano, il sale e il pepe; aggiungere poi i broccoli, la quinoa, il pangrattato, la scorza grattugiata del limone e regolare ancora di sale e pepe a piacere.
Impastare con le mani sino ad ottenere delle polpettine tonde e regolari che andranno rotolate nel pangrattato per ricoprirne la superficie.
Adagiarle su una teglia coperta di carta forno, ed infornare in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti, io per renderle belle croccanti in superficie ho usato la funzione ventilata, e devo dire che la crosticina era perfetta!
Servirle belle calde…noi le abbiamo gustate con una bella insalata mista…un secondo perfetto, leggero e sano…che volere di più?!
Oltretutto è anche una bella idea per i prossimi venerdì di magro di quaresima…
 
 
 
 
 Viva la quinoa, allora…
…un alimento che fino a poco fa mi era sconosciuto, ma che ora ho imparato ad apprezzare e che sicuramente utilizzerò molto spesso in altre sfiziose e golose ricette…fra l’altro ne ho anche adocchiata una dolce che mi ha incuriosita parecchio!
Due parole anche sul  Consorzio Ctm altromercato, che svolge attività senza scopo di lucro.
I soci sono 130 cooperative e associazioni che gestiscono 350 punti vendita in Italia. Le Botteghe Altromercato oltre a proporre i prodotti, diffondono con azione informativa e di sensibilizzazione la cultura di un consumo attento, responsabile e solidale.
Su questo versante è nato il Circolo del Cibo Altromercato, un  progetto interamente dedicato al cibo “buono fino fondo”.”
Consiglio a tutti di andare a dare un’occhiata cliccando qua……troverete tante proposte accattivanti e golose!
Alla prossima, allora…..
Un abbraccio
 

In cucina con il tè: una romantica merenda

 

“Febbraio è corto e amaro, ma contiene
un giorno caro per chi si vuol bene.”

 

Questa poesiola me la ricordo dai tempi della scuola elementare, non ricordo più dove e come l’ho letta…
Resta il fatto però che in questo mese freddo e un pò triste, c’è una giornata dedicata all’amore che rallegra il grigiore delle sue corte giornate.
Questo mese, l’appuntamento “In cucina con il tè”, è stato dedicato alla voglia di stare insieme a chi si ama, alla voglia di condividere qualcosa di buono e goloso con le persone a noi care.

Non sono assolutamente una persona sdolcinata (ormai avrete imparato a conoscermi…), non amo troppe manifestazioni pubbliche di questo tipo…ma ultimamente sento il bisogno di sentimenti veri e sinceri, di qualcosa di concreto ed appagante. 
Troppe cose brutte e assurde si sentono, troppe preoccupazioni e pensieri sempre ci assillano, troppe chiacchiere e pettegolezzi girano…l’amore e l’amicizia (quelli veri, si intende…) sono delle certezze che comunque vada non ci deluderanno mai.
Il più è riuscire a trovarli……ma questa è assolutamente un’altra storia!

Pensiamo quindi ad una merenda fra amiche….
oppure un tè insieme alla nostra famiglia, o ancora insieme al nostro amato, soli soletti in casa….
…coccolati da dolci biscotti croccanti e da piccole panne cotte, sorseggiare un buon tè fra chiacchiere, risate e confidenze, coccole e carezze, rimane un momento davvero speciale e prezioso.

Non lo pensate anche voi?!

Prima di illustrarvi le ricettine dedicate a questo momento così appagante, passo la parola a Gabriella dello Chà Tea Atelier di Milano, grande conoscitrice ed esperta di tè e mia compagna in questa rubrica, che vi parlerà meglio delle varietà utilizzate per la realizzazione di queste piccole bontà.

Eccomi puntuale con piacere anche questa volta al nostro consueto e piccolo appuntamento!
Questo mese, abbiamo voluto preparare dei biscotti un pò rustici, non eccessivamente dolci ma golosi e croccanti, realizzati con un tè molto particolare, il GENMAICHA.

 

Questo tè verde giapponese, ottenuto miscelando il tè Bancha con il riso integrale tostato, per il suo sapore di nocciola e per il suo aspetto davvero singolare è soprannominato il “tè popcorn”. 
Diffusissimo in Giappone, viene bevuto in ogni momento della giornata grazie al suo effetto molto dissetante e al basso contenuto di teina. E’ ottimo anche preparato freddo nei caldi mesi estivi.
 
Per la preparazione a caldo si consiglia:
acqua:  80-85°
quantità: 3 g per 150 ml
tempo di infusione: 2-3’
 
Per la preparazione a freddo, lasciare in infusione circa 18 grammi di tè in un litro di acqua fredda, riposta subito in frigorifero per 6 ore. Successivamente filtrare.
 
 collage tè
 
Per le panne cotte invece, abbiamo pensato di utilizzare il tè SWEET OSMANTHUS, che le ha rese profumatissime e delicate. 
Lo stesso tè ben caldo è stato servito come accompagnamento alla nostra merenda…..
 
Questo tè verde profumato in modo naturale, per contatto con i fiori freschi di osmanthus, proviene dallo Hunan (Cina) e si presenta arrotolato a spirale. 
La tradizione cinese di profumare le foglie secche di tè ha origini antiche. Come base sono utilizzate tutte le tipologie dei tè puri che, essendo porosi, assorbono, dopo un contatto più o meno prolungato e ripetuto, le fresche note floreali di gelsomino, osmanthus, rosa e di altri fiori, oppure assorbono le dolci note fruttate del lychee e delle profumatissime pesche di montagna. 
La delicata fragranza dei fiori di osmanthus, abbinata alle note erbacee delle foglie di tè verde, lo rende una bevanda perfetta per accompagnare una merenda e raffinati dolci al cucchiaio, anche a base di cioccolato bianco.
 
Per la preparazione a caldo si consiglia:
acqua:  85°
quantità: 3 g per 150 ml
tempo di infusione: 2’
 

 

 
Tazza, teiera e piattino Villa D’Este Home Tivoli

 

Biscottoni rustici al tè Genmaicha e ricotta

ingredienti per due belle teglie di biscotti
400 gr farina 00 per me Molino Rossetto
90 gr burro
200 gr zucchero di canna chiaro 
90 gr ricotta
2 uova
un cucchiaio e mezzo di tè Genmaicha, anche due non troppo pieni se si vuole rendere l’impasto più profumato

Preparazione:
In una ciotola setacciate la farina , aggiungeteci lo zucchero, il burro a pezzetti ed iniziate ad impastare con le mani, sbriciolando il burro con la farina.
Unite le uova leggermente sbattute,la ricotta e il tè…dovrete ottenere un impasto morbido tipo frolla…a seconda della morbidezza della ricotta, può risultare più o meno molle e appiccicoso alle mani: in questo caso aggiungere un pò di farina.
Formare una palla, avvolgerla nella pellicola da cucina e mettere in frigo per circa una mezz’oretta.
Togliere la pasta dal frigo, formare delle palline con le mani e adagiarle sulla teglia coperta di carta forno, tenendole appena distanti fra loro e schiacciandole leggermente nel mezzo con le  dita o col dorso di un cucchiaio.
Mettere le teglie (ne verranno un paio!) in forno precedentemente riscaldato a 180°per 12.15 minuti, si devono dorare appena…attenzione a non farli diventare troppo scuri, altrimenti poi in fase di raffreddamento rimangono troppo duri!
Lasciar raffreddare su una gratella e conservare in una scatola di latta per circa una settimana…se ci arrivano!

 

 

Piccole panne cotte profumate al tè Sweet Osmanthus

Ingredienti:
mezzo litro di panna freschissima (oppure se le volete più leggere, fate metà panna e metà latte fresco!)
2 cucchiai colmi di fecola di patate
3 cucchiai di zucchero di canna chiaro più un cucchiaio per decorare la superficie
1 uovo intero
7 grammi di tè Sweet Osmanthus

Preparazione:
Scaldare leggermente la panna senza assolutamente portarla ad ebollizione, spegnere la fiamma e metterci in infusione le foglie di tè per circa una decina di minuti.
Trascorso questo tempo, filtrare e lasciar raffreddare completamente.
In un pentolino antiaderente versare l’uovo leggermente sbattuto con lo zucchero, un goccio di panna profumata al tè e la fecola, stemperando con una frusta per non creare grumi. Aggiungere pian piano tutta la panna profumata, sempre mescolando con la frusta sino a sciogliere ben bene il composto e poi accendere la fiamma. 
Portare ad ebollizione: abbassare e cuocere ancora un minuto sempre mescolando.
Versare il composto bollente in stampini, ciotoline o cocottine, leggermente inumidite; far raffreddare prima a temperatura ambiente, spolverizzare la superficie con dello zucchero di canna e mettere in frigo a rassodare per qualche ora.
Prima di degustarle, toglierle dal frigo una mezz’oretta prima…non devono essere freddissime…almeno in questa stagione!

 

 

Che ne dite, volete venire a fare merenda da noi?
Vi promettiamo un pomeriggio di chiacchiere, risate e confidenze…allora chi si prenota?!

 

 

Ricordo a tutti che questi tè li potrete acquistare nell’Atelier di Gabriella a Milano, in via Marco d’Oggiono n.7 (Corso Genova) oppure anche on line. 
Gabriella è a vostra disposizione per rispondere alle vostre domande o dubbi in merito ai vari gusti e tipologie di questa favolosa bevanda, per consigliarvi nella scelta del vostro tè preferito o anche per aiutarvi a fare un regalo dolcissimo e profumato…io per Natale mi sono affidata a lei!

Da parte mia, voglio augurarvi un felice lunedì…un’altra settimana è arrivata, ma sento nell’aria che la primavera si sta avvicinando…tanto per iniziare ho voluto regalarmi delle primule meravigliose, i loro colori sono in grado di mettermi di buonumore, non trovate anche voi?!
Alla prossima, un abbraccio

 

CONSIGLIA Il Miele